Making Technology

Nel 1992 ebbi uno di quei colpi di fortuna che capitano raramente nella carriera di un filmmaker. Stavo passeggiando in centro a Roma con un’amica e stavamo discutendo della possibilità che lei, potesse presentarmi ai suoi amici importanti come regista per produrre dei documentari industriali sulle loro attività. Stavamo dirigendoci verso un famoso caffè della capitale quando, di colpo, la mia amica si fermò e stringendomi il braccio mi indicò un signore che stava attraversando la piazzetta di fronte a noi: sussurrandomi all’orecchio: quello è Fabiano Fabiani… il presidente della Finmeccanica, ti interessa? La mia ovvia risposta fu: eccome! Immediatamente la mia amica bloccò il suo amico Fabiani e lo “costrinse” a prendere un caffè con noi sommergendolo di saluti, complimenti per il suo lavoro e presentandomi al tempo stesso come uno dei migliori registi documentaristi d’Europa…

Fabiani probabilmente rimase con noi per educazione nei confronti della sua amica fino a quando, stremato dai continui elogi che riceveva sulla mia persona, finì il caffè e mi lasciò un suo biglietto su cui scrisse il nome di un suo collaboratore…dicendomi :”Lo chiami e gli dica che ho chiesto che organizzi un incontro con lei.”

Dopo aver raccontato l’avventura a Milano, nella casa di produzione di cui ero il responsabile del settore “Adventure”, fissammo un appuntamento a Roma nella sede di Finmeccanica dove il collaboratore di Fabiani (che non vidi mai più) mi riempie di un pacco di depliant di Finmeccanica (la società leader in Italia nel campo della alta tecnologia. Oggi si chiama Leonardo) che riuniva i nomi più importanti nei campi della tecnologia e della ricerca. Per non citarne che alcune: Alenia Spazio, Telespazio, Ansaldo Energia, Sistemi di difesa (Oto Melara, Wass, MDBA), Elsa Bailey, Agusta Westland, Aermacchi, Superjet International, Cyber Serve, Ferrovie dello Stato per l’Alta Velocità….

La storia che mi venne chiesta riguardava una presentazione ad alto livello del gruppo Finmeccanica per la sua entrata nella borsa americana a New York! Dovevo trovare il modo di citare la maggior parte delle grandi aziende del gruppo senza però poter osannarle all’interno del film. Impossibile dire “siamo i migliori in questo o quel campo…” Sarebbe stato un autocompiacimento inaccettabile per un gruppo  che si muove tra le più grandi società mondiali di alta tecnologia, un errore imperdonabile! Trovai un’idea niente male: il film, una specie di James Bond movie, seguiva l’incontro tra due alti personaggi di due delle ditte concorrenti più forti che avevano saputo di questa presentazione e studiavano, durante un pranzo, i modi per diminuire al massimo la portata del documentario… possibilmente sottolineando le debolezze delle società di Finmeccanica se paragonate alle loro. Durante l’analisi delle società italiane, continuavano a dover riconoscere l’assoluta prevalenza mondiale di queste in quasi tutti i campi della tecnologia, anzi si incavolavano perché non riuscivano a trovare delle falle in queste società. Il gioco era fatto e così il documentario riusciva a far risaltare la leadership di Finmeccanica in modo del tutto inattaccabile.

La sceneggiatura che scrissi dopo l’approvazione dell’idea, divenne il testo del film che fruì di un budget colossale e fu girato in 35mm in varie nazioni del mondo con una troupe di circa 30 persone, (qualche aggiornamento e modifica fu obbligatoriamente effettuata su richiesta della filiale americana o di qualche società del gruppo, ma l’idea rimase esattamente la stessa.)

Il budget del film, anche per la quantità di spostamenti importanti in giro per il mondo e la previsione di vari montaggi diversi per ogni società del gruppo, andò crescendo mentre lavoravamo perché Finmeccanica ricevette dalle varie società i complimenti del lavoro fatto da noi e quindi accettò di “approfondire” molte scene in previsione di montaggi specifici per altre occasioni.

Ecco alcune foto con i relativi commenti e un breve montaggio di alcuni prodotti del settore militare. (il video ha 6 secondi di nero in testa e può essere interessante notare che il militare che si vede all’interno dell’elicottero Mangusta sono io che stavo filmando dall’interno il volo)

Qui sotto siamo alla NASA nella sede di Cape Canaveral dove stavano preparando il Tethered Satellite (è la palla bianca che si vede sul fondo a destra). Un progetto e una costruzione interamente italiana che verrà portata in orbita pochi giorni dopo. Nella foto sotto un tecnico sta sostituendo alcune delle piastrelle che proteggono lo Shuttle dalle altissime temperature del rientro in atmosfera

   

 

Sul ponte della Garibaldi (progetto della Italcantieri) in navigazione al largo di Taranto per una manovra navale che prevedeva oltre 14 navi da guerra. Sullo sfondo un elicottero della Agusta Westland, dove montammo una Elivision per le riprese che effettuai dal cielo sulla Garibaldi.
A Anchorage (Alaska) affittammo un Beaver per andare a filmare l’area a nord della città dove passa la pipeline che proviene da Prudhoe Bay (dove c’è la sede dell’Arco Petroleum una delle più grandi centrali di pompaggio di petrolio americane)

Prudhoe Bay, l’ultimo lembo a nord dell’Alaska dove una “città” di 75.000 persone chiuse in enormi scatoloni di metallo pesantemente isolati, racchiude la Arco Petroleum che estrae dal suolo petrolio e gas. Nella foto qui sotto io (a sinistra) e il produttore della casa di produzione Garage Cinematografica) siamo pronti alle riprese delle fiammate causate dal surplus di gas. Sono le 2 di mattina e la temperatura è di -54° Celsius. Non tremenda data la secchezza dell’aria e la mancanza di vento. Per l’effetto Chill Factor, anche un vento di soli 20 km/h avrebbe reso pericolosissima la nostra permanenza all’esterno. Tutta la centrale di pompaggio è gestita da una sola camera con oltre 200 schermi video e un software italiano prodotto a Genova dalla Elsag Bailey (ditta italiana)