Filmare i ritratti con i tele

Quando guardo i telefilm americani di alto livello (per esempio “CSI” o “Il trono di spade”) mi rendo conto della enorme differenza di qualità esistente con i prodotti italiani dello stesso tipo. Il motivo è dovuto sia ai budget stratosferici dei loro film che sono girati in 35mm con studi adatti all’uso di ottiche molto spinte e a un’illuminazione sofisticata e ai teatri modernissimi. Soprattutto CSI Miami che forza enormemente il chroma conferendo alla città della Florida una luce magica che nella realtà è quasi sempre assente.

Ma parliamo dell’uso dei tele.

Nella maggior parte dei loro dialoghi ogni attore si staglia perfettamente sullo sfondo che assume l’aspetto di una texture di colore. L’effetto è ottenuto in vari modi che per altro richiedono spesso l’uso di ottiche di gran qualità che non possediamo nelle nostre telecamere poco costose.

Sappiamo che un’ottica molto luminosa, se lavora tutta aperta, ha poca profondità di campo e quindi isola perfettamente il soggetto scelto sia sfuocando la parte davanti che quella dietro allo stesso. Se usiamo un’ottica che ha un diaframma minimo di 1,2 (su una mirrorless 35mm) a questa apertura ci rendiamo conto (guardando la scala delle profondità di campo sulla ghiera esterna) che abbiamo pochi cm di profondità di campo.

Per ottenere di poter usare l’ottica con un diaframma bassissimo (ossia tutto aperto) il direttore della fotografia che sta preparando la scena in interni sceglie di illuminare col minimo della luce possibile per usare l’ottica aperta. Ottima idea: fa risparmiare luci e quindi soldi alla produzione e ottiene l’effetto desiderato. Questo in interni. Ma come fare in esterni quando la luce è quella che da il sole e quindi non si può aprire tutto il diaframma pena la sovraesposizione? Si usano i teleobiettivi con l’uso di filtri ND anche molto potenti (nel nostro caso la telecamera spinta a tutto zoom) . Se guardate con attenzione un teleobiettivo di una reflex 35 mm vi accorgerete che la scala delle distanze di messa a fuoco si accorcia andando vicino all’infinito mentre si allunga quando vi avvicinate alla minima distanza di messa a fuoco. Questo è un fatto costruttivo che ci viene in aiuto quando vogliamo filmare un soggetto in esterni e non vogliamo impastarlo con lo sfondo.

Le foto che seguono sono  fotogrammi di una ripresa.

La prima è la ripresa reale in cui si desidera sottolineare che la camera dell’albergo ha una splendida vista sulla valle. Lasciamo che l’esposimetro della telecamera faccia il suo lavoro e facciamo l’inquadratura. Il risultato è questo.

ragazza-web

Ma mettiamo il caso che invece non vogliamo farci distrarre dal panorama retrostante. L’esposimetro ci dice che stiamo filmando con un diaframma molto chiuso perché la luce è forte. Anzi, per bilanciare la luce esterna ed evitare di avere un primo piano in controluce e quasi nero abbiamo dovuto accendere circa 1500 watt di luci e, se possibile usare un grande riflesso argento per ammorbidire le ombre.

Come fare ad isolare la ragazza ?

L’ideale è arretrare il più possibile in modo da usare lo zoom in posizione tutto tele alla minima distanza possibile. In questo caso si otterrebbero due risultati. Il primo sarebbe quello di evitare l’uso del grandangolare che deforma i visi e tutto ciò che non è perfettamente centrato, il secondo (ed è ciò che ci interessa) sarebbe quello di sfuocare il suo partner che è in primo piano e soprattutto ciò che è alle sue spalle concentrando l’attenzione dello spettatore sul viso di lei.

Spesso l’operazione non è possibile per il fatto che non c’è abbastanza spazio per arretrare alla distanza voluta (ed è la ragione per cui a Hollywood si filma il più possibile in studio, dove si possono spostare le pareti e arretrare a qualsiasi distanza…) ma se appena c’è una possibilità di farlo otterremo un risultato simile a questo della seconda immagine (è la stessa immagine lavorata in Photoshop per simulare l’effetto che nella realtà sarebbe decisamente migliore.)

ragazza-sfuocata-web

Un’ultima possibilità ( ed è quella più facile) è quella di usare dei filtri neutral density (sulla mia Sony ce ne sono 2) e aggiungerne un terzo per ridurre la quantità di luce che entra ed obbligare l’esposimetro ad aprire il diaframma (oppure misurarla a mano e bloccarla per la ripresa). Purtroppo nelle telecamere con obiettivi fissi questa sensibilità è inferiore a quella che hanno le telecamere con obiettivi intercambiabili e quindi il sistema migliore è sempre quello di arretrare.

Ecco un frame da una ripresa effettuata filmando a tutto zoom alla distanza minima di messa a fuoco. Questo è il risultato ricercato.

fiore-web

Fate varie prove, in certi casi si può giocare con la velocità dello shutter aumentando la quale si ottiene di far aprire il diaframma e quindi si ottiene una parte della sfuocatura ricercata del background.

Oggi (2020) l’articolo è sicuramente superato dalla tecnologia recente ma il concetto dell’uso dei tele rimane valido. (Non per nulla la lente per ritratti va dall’85mm in su)